Profilo: Dott. Stefano Martella
Da 18 anni dedico la mia vita professionale alla chirurgia ricostruttiva mammaria e alla senologia.
Aver cura di una paziente non significa solo eseguire l’intervento chirurgico corretto, ma capire la sua storia, le sue emozioni e le sue aspettative. Dedicando molto del mio tempo, sono sempre stato impressionato dalla dignità con cui le donne affrontano la malattia e il dolore.
Non esiste chirurgia senza complicanze o insuccessi, perché il corpo può essere modellato ma non dominato.
Sarà sempre mio impegno riuscire a coniugare l’intervento demolitivo curativo e quello ricostruttivo con la minor invasività possibile utilizzando le innovazioni tecnologiche e i device di ultima generazione. Quindi sicurezza oncologica per la paziente e migliore qualità di vita, soprattutto se l’intero intervento chirurgico viene eseguito dallo stesso chirurgo.
Ho eseguito più di 6000 interventi chirurgici. Sono autore e coautore di oltre 40 pubblicazioni in articoli impattati ed indicizzati su Pub-Med.
Con questa importante e lunga esperienza nell’ambito della Chirurgia Ricostruttiva post Oncologica ho acquisito la capacità di eseguire qualunque tipo d’intervento chirurgico estetico mammario, di correzione di malformazioni congenite e di gigantomastie, del trattamento della ginecomastia maschile, delle lesioni cutanee e sottocutanee e non ultimo la correzione di cicatrici patologiche.
Molta cura va riposta nella guarigione delle ferite fornendo i migliori prodotti per le medicazioni.
Non sono abituato a promettere miracoli, ma il massimo impegno da un punto di vista umano e professionale.
PATOLOGIE TRATTATE
- SENOLOGIA PATOLOGIA ONCOLOGICA MAMMARIA, LESIONI BENIGNE MAMMARIE
- CHIRURGIA RICOSTRUTTIVA POSTONCOLOGICA (ricostruzione mammaria immediata e differita, riparazione plastica dopo quadrantectomia, lipofilling, ricostruzione capezzolo, uso di matrici acellulari)
- CHIRURGIA ESTETICA MAMMARIA (mastoplastica additiva, riduttiva e mastopessi)
- CORREZIONE MALFORMAZIONI CONGENITE (asimmetria mammaria, mammelle tuberose)
- GINECOMASTIA MASCHILE
- TRATTAMENTO DELLE CICATRICI PATOLOGICHE E LESIONI CUTANEE DERMATOLOGICHE (asportazione nevi cutanei, cheratosi, basaliomi e di cisti sebacee. Biopsie cutanee. Asportazione fibromi ed angiomi cutanei. Asportazione granulomi e lipomi sottocutanei. Asportazioni cheloidi e cicatrici ipetrofiche o retraenti. Plastica del lobo auricolare.)
Il lipofilling mammario è una tecnica di chirurgia ricostruttiva che aumenta il volume del seno utilizzando tessuto adiposo della stessa paziente, prelevato da altre zone del corpo come addome, fianchi e cosce. Viene utilizzato molto spesso in chirurgia ricostruttiva mammaria post-oncologica. Permette di creare volume e di migliorare la qualità dei tessuti sottoposti a interventi demolitivi o con esiti di radioterapia. Migliora quindi l’elasticità cutanea e può ridurre la sintomatologia dolorosa cronica e migliorare gli esiti cicatriziali (cutanei, cicatrice, piano sottocutaneo e muscolare).
La Tecnica Chirurgica prevede tre fasi:
- Prelievo: Il tessuto adiposo viene estratto attraverso cannule previa infiltrazione con soluzione di klein modificata;
- Processazione: consiste nella “purificazione” del tessuto adiposo prelevato mediante centrifugazione, sedimentazione o processazione con macchine idonee;
- Impianto: il tessuto viene distribuito a livello mammario mediante cannule di piccole dimensioni per favorire l’attecchimento della sede ricevente.
Spesso sono necessarie più sedute, in quanto non è possibile stabilire a priori quanto tessuto trasposto venga riassorbito dal nostro corpo. Il lipofilling può anche produrre un rimodellamento nella sede di prelievo, come avviene in una normale liposuzione.
Abitualmente è possibile fare la doccia il giorno dopo l’intervento. E’ necessario indossare una guaina contenitiva.
INDICAZIONI
- Asimmetria mammaria congenita o mastoplastica additiva con aumento volumetrico di modesta entità;
- Esiti di intervento di quadrantectomia e radioterapia (difetti volumetrici o retrazioni cicatriziali);
- Completamento della fase ricostruttiva mammaria dopo mastectomia, soprattutto in presenza di esiti da radioterapia. Viene utlizzato nella correzione del rippling o wrinkling. E’ la procedura di elezione nel caso di deficit tissutali o quando esiste una sintomatologia dolorosa localizzata in un’area limitata della mammella ricostruita. Può infine ridurre la durezza della protesi.
- Liposostituzione della protesi mammaria, ma l’indicazione è molto limitata;
- Cicatrici: può migliorare l’elasticità della cicatrice e ridurre l’ipertrofismo.
La ricostruzione mammaria post-oncologica è un intervento chirurgico che mira a ripristinare la forma e l'aspetto del seno dopo la mastectomia o la quadrantectomia. La ricostruzione mammaria post-oncologica viene eseguita in pazienti già sottoposte ad intervento chirurgico di asportazione parziale o totale della mammella per neoplasia maligna.
Si tratta di un percorso che può aiutare le donne a ritrovare la loro autostima e il loro benessere psicologico dopo aver affrontato il cancro. Le tecniche di ricostruzione possono includere l'uso di protesi, tessuti autologhi (prelevati dalla stessa paziente) o una combinazione di entrambi.
E’ possibile utilizzare le matrici biologiche acellulari (ADM) con combattere la contrattura capsulare e definizione migliore del solco mammario. L’utilizzo delle matrici non aumenta il rischio di complicanza postoperatoria e non ha impatto sulla storia oncologica della paziente.
Inoltre è possibile utlizzare le nuove protesi B lite, che sono state sviluppate per ridurre il peso della normale protesi in gel di silicone. A parità di volume, le protesi B-Lite® pesano almeno il 30% in meno rispetto a quelle abitualmente utilizzate. Hanno una copertura di silicone esattamente uguale a quelle tradizionali.
La significativa riduzione del peso della protesi B-Lite® è ottenuta grazie ad un esclusivo gel in silicone coesivo potenziato da microsfere in borosilicato. Questo materiale è inerte. Questi impianti sono il risultato di più di 10 anni di ricerca. Le microsfere sono sicure, biocompatibili e possono essere trovate in dispositivi medici e cosmetici. Al tatto la protesi B lite è meno morbida e risulta meno performante rispetto a quelle in gel di silicone.
Pertanto le indicazioni all’utilizzo sono limitate ed occorre una corretta ed adeguata selezione preoperatoria da parte del Chirurgo. L’obiettivo della chirurgia ricostruttiva è di ottenere la migliore simmetria mammaria possibile utilizzando tecniche mininvasive per consentire un minor disconfort postoperatorio e minor esiti cicatriziali.
Gli interventi di chirurgia ricostruttiva post-oncologica sono coperti dal SSN. Non esiste una metodica di ricostruzione in assoluto migliore delle altre e quindi consigliabile in tutti i casi. Sono numerosi, infatti, i parametri di cui il Chirurgo Ricostruttivo deve tener conto al momento della scelta della tecnica più idonea tra cui:
- Tipo di intervento chirurgico demolitivo eseguito.
- Forma e dimensioni delle due mammelle.
- Condizione patologica presente: contrattura capsulare, sintomatologia clinica, limitazione funzionale, asimmetria mammaria.
- Aspettativa e desiderio della paziente.
- Patologie sistemiche delle paziente.
La ginecomastia è una condizione caratterizzata dallo sviluppo anomalo delle mammelle nell’uomo con il conseguente suo aumento volumetrico . Questo comporta inestetismi, problemi psicologici e sociali. Se l’aumento del volume è determinato da un eccesso di ghiandola mammaria si parla di ginecomastia vera, se invece è determinato da tessuto adiposo la condizione è definita come falsa o pseudo-ginecomastia. Diverse sono le cause e prima di porre indicazione ad un intervento chirurgico occorre eseguire una corretta diagnosi. L’obiettivo della chirurgia è rendere il torace tonico e dare la possibilità di ripristinare armonia al corpo.
TECNICHE CHIRURGICHE
- Ginecomastia vera: mastectomia sottocutanea associata nei casi di presenza di eccesso anche adiposo di lipoaspirazione. Abitualmente l’accesso cutaneo è quello periareolare.
- Ginecomastia falsa: lipoaspirazione con rimodellamento mammario in rapporto al grado di eccesso cutaneo esistente. Quest’ultima fase può essere eseguita in due tempi per ridurre l’eccesso di cicatrici visibili.
Il rischio di complicanze è basso e prevalentemente sono: ematoma, infezione, piccoli inestetismi, riduzione della sensibilità, necrosi parziale del complesso areola-capezzolo.
Nel postoperatorio è necessario indossare una guaina compressiva. L’attività sportiva è consigliata dopo circa un mese dall’intervento.
La Mastoplastica Additiva è una procedura chirurgica che ha l’obiettivo di migliorare in modo armonioso la forma e il volume della mammella.
Vi sono tre principali indicazioni:
- Ipoplasia mammaria: mammelle piccole e sproporzionate rispetto al resto del corpo;
- Variazione del volume e della forma mammaria nel tempo (perdita di peso, mammelle cadenti con rilassamento cutaneo);
- Asimmetria mammaria congenita e mammelle tuberose ( una mammella è più piccola dell’altra con differenza superiore al 50% o tuberosità con assenza di solco mammario e forma monca con volume ridotto). In questo caso l’intervento è coperto dal SSN.
Quando vi è un eccesso cutaneo sarà necessario associare alla mastoplastica additiva una mastopessi ( portare in alto il seno con riduzione dell’ampiezza cutanea). La donna con seno piccolo o con difetto evidente, vive con disagio la sua vita quotidiana, dalla vestibilità all’attività sportiva o semplicemente nell’andare al mare. Ha quindi valore estetico, psicologico e valenza sessuale.
La mastoplastica additiva viene eseguita con introduzione di protesi in gel di silicone coesivo con superficie microtesturizzata. Possono essere utilizzate protesi anatomiche o rotonde in base alla conformazione del seno e dell’aspettativa della paziente sul risultato estetico finale.
La scelta del tipo e volume della protesi avviene già prima dell’intervento eseguendo misure sulla parete toracica ed ascoltando le esigenze della paziente e viene completata in sala operatoria , dove si utilizzano protesi di prova (sizer) fino a trovare quella che conferisce la forma armonica e volume idoneo del nuovo seno.
Procedura Chirurgica:
L’inserimento della protesi avviene con accesso cutaneo diverso:
- Semiluna periareolare: ha il vantaggio che la cicatrice viene camuffata ed è importante la dimensione dell’areola ed il volume della protesi.
- solco mammario: è la più semplice ma nei casi di ipoplasia severa è la più visibile e viene usata quando esiste una ptosi e quando devono essere inserite protesi di volume importante.
- La cicatrice può essere anche periareolare o a T invertita fino al solco mammario nel caso in cui vi è la necessità di associare all’additiva una mastopessi.
Posizione delle protesi:
Sottomuscolare: la protesi viene inserita sotto il muscolo gran pettorale con tecnica dual plane. Da un risultato naturale, riduce il rischio di rippling anche se comporta un rischio maggiore dii contrattura capsulare.
Sotto ghiandolare: la protesi viene inserita sotto la ghiandola mammaria. Viene utilizzata soprattutto nei casi in cui vi è un piano sottocutaneo e ghiandolare- adiposo sufficiente per garantire l’assenza di rischio di rippling o nei casi in cui occorre eseguire anche una mastopessi.
Può comportare di sentire al tatto la protesi e può dare fastidio alla paziente con lateralizzazione della stessa. Sotto fasciale: la protesi viene inserita tra fascia e muscolo gran pettorale. Non vi sono molte differenze rispetto alla tecnica sottomuscolare.
COMPLICANZE
Come ogni intervento chirurgico anche la mastoplastica additiva presenta complicanze , che hanno un tasso molto basso. E’ possibile avere Ematoma, infezione, rottura dell’impianto protesico nel tempo, contrattura capsulare, rippling, wrinkling, asimmetria mammaria, riduzione della sensibilità mammaria.
La mastoplastica additiva non è un intervento definitivo. Le esigenze della donna con il passare degli anni cambia ed anche il proprio corpo. Non è raro che vi siano donne che dopo diverso tempo decidono di rimuovere definitivamente le protesi da mastoplastica additiva.
La mastoplastica riduttiva è un intervento chirurgico per ridurre le dimensioni e il volume delle mammelle. Viene rimosso l’eccesso cutaneo ed una parte di tessuto adiposo e ghiandolare.
L'obiettivo dell’intervento è:
è migliorare l'aspetto estetico, risolvere problemi fisici e psicologici legati a un seno voluminoso, come dolore alla schiena, al collo e alle spalle, problemi posturali, irritazioni cutanee con cattivo odore e disagio sociale.
- Ridurre le dimensioni: dona al seno una froma più gradevole e proporzionata al corpo
- Migliorare la condizione fisica: Riduce i problemi posturali e i dolori alla colonna vertebrale.
- Correzione estetica: Elimina l’eventuale asimmetria mammaria, riduce le dimensioni delle areole.
- Riduce il disconfort psicologico: rimuove i cattivi odori da sudorazione e toglie l’imbarazzo quando si fa’ sport
L’intervento chirurgico può essere coperto dal SSN, ma i criteri di selezione delle pazienti sono molto ristretti. E’ necessaria una visita specialistica per valutare l’effettiva riduzione necessaria del seno e una visita specialistica Ortopedica che indichi i benefici sulla colonna vertebrale di una riduzione del volume mammario.